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2020 – Anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica

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2020 – Anno dell’infermiere e dell’ostetrica – Florence Nightingale

In occasione del 200° anniversario della nascita di Florence Nightingale (1820-1910) l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il 2020 Anno Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica. Ciò è un meritato tributo ai professionisti che continuamente contribuiscono alla salute in tutto il mondo, dal campo dell’assistenza, della ricerca, dell’educazione sanitaria o dell’insegnamento.

In concomitanza con la crisi globale per lo scoppio della pandemia del Coronavirus (Covid-19), è stata evidenziata l’urgente necessità di rafforzare la forza lavoro sanitaria globale.

Gli infermieri rappresentano più della metà di tutti gli operatori sanitari del mondo1, fornendo servizi vitali in tutti i sistemi sanitari. Storicamente, così come oggi, questi professionisti sono in prima linea nella lotta contro le epidemie e le pandemie che minacciano la salute in tutto il mondo. Il loro valore non è mai stato dimostrato più chiaramente che in questo anno 2020.

L’OMS chiede con urgenza di investire nel settore infermieristico

Gli infermieri sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario. Oggi, molti infermieri sono in prima linea nella battaglia contro la Covid-19“, ha detto il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, come un campanello d’allarme al mondo per garantire che gli infermieri ricevano il supporto di cui hanno bisogno per mantenere il mondo sicuro.

Il report elaborato dall’OMS in collaborazione con il Consiglio Internazionale delle Infermiere (ICN) e Nursing Now, rivela che oggi ci sono circa 28 milioni di infermieri in tutto il mondo. Tra il 2013 e il 2018 il numero di infermieri è aumentato di 4,7 milioni. Tuttavia, questo lascia ancora un deficit globale di 5,9 milioni, con le maggiori carenze di personale nei paesi dell’Africa, del Sud-Est asiatico e della regione del Mediterraneo orientale, così come in alcune parti dell’America Latina.

Si stima che oltre l’80% della forza lavoro infermieristica mondiale lavori in paesi che ospitano la metà della popolazione mondiale. In oltre, un professionista su otto esercita in un paese diverso da quello in cui è nato o si è formato.2

L’invecchiamento della popolazione minaccia anche l’assistenza infermieristica, con un infermiere su sei in tutto il mondo che dovrebbe andare in pensione nei prossimi 10 anni2. Per evitare carenze a livello globale, nel report si stima che i paesi che soffrono di carenze debbano aumentare in media dell’8% all’anno il numero totale di infermieri che si laureano, insieme ad una maggiore capacità di essere inseriti e mantenuti nei sistemi sanitari2.

I politici comprendono il costo della formazione e del mantenimento della forza lavoro infermieristica, ma solo ora molti di loro ne riconoscono il vero valore”, ha detto la Presidente del Consiglio Internazionale delle Infermiere (ICN) Annette Kennedy. “Ogni centesimo investito in infermieri aumenta il benessere degli individui e delle famiglie in modo tangibile e chiaro per tutti. Questo report evidenzia il contributo dell’assistenza infermieristica e conferma che l’investimento nella professione infermieristica è un beneficio per la società, non un costo. Il mondo ha bisogno di altri milioni di infermieri, e noi chiediamo ai governi di fare la cosa giusta, di investire in questa meravigliosa professione e di vedere le loro popolazioni beneficiare dell’incredibile lavoro che solo gli infermieri possono fare”.

Circa il 90% di tutti gli infermieri sono donne, anche se solo una minoranza occupa posizioni di leadership nel settore sanitario2, la maggior parte delle quali è detenuta da uomini. Anche la comparazione del numero di infermieri in posizioni dirigenziali è un compito in sospeso, che sta diventando sempre più importante.

L’OMS raccomanda a tutti i paesi2:

  1. Aumentare i finanziamenti per educare e assumere più infermieri.
  2. Rafforzare la capacità di raccogliere, analizzare e agire sui dati del personale sanitario.
  3. Monitorare la mobilità e la migrazione degli infermieri e gestirla in modo responsabile ed etico.
  4. Educare e formare infermieri con le conoscenze scientifiche, tecnologiche e sociologiche necessarie per guidare il progresso dell’assistenza sanitaria di base.
  5. Stabilire posizioni di leadership, compresa un/a caposala nel governo, e sostenere lo sviluppo della leadership tra i giovani infermieri.
  6. Assicurare che gli infermieri dei team di assistenza sanitaria di base lavorino al massimo del loro potenziale, ad esempio, nella prevenzione e nella gestione delle malattie non trasmissibili.
  7. Migliorare le condizioni di lavoro, compresi la sicurezza del personale, salari equi e il rispetto dei diritti alla salute e alla sicurezza sul lavoro.
  8. Attuare politiche di differenza genere.
  9. Modernizzare la regolamentazione dell’assistenza infermieristica professionale armonizzando gli standard di formazione e di pratica e utilizzando sistemi in grado di riconoscere ed elaborare le credenziali degli infermieri a livello globale.
  10. Rafforzare il ruolo degli infermieri nei team di assistenza, riunendo i diversi settori (sanità, istruzione, immigrazione, finanza e lavoro) con gli stakeholders infermieristici per il dialogo politico e la pianificazione della forza lavoro.

Il messaggio a livello globale è chiaro: i governi devono investire in una massiccia accelerazione della formazione infermieristica, nella creazione di posti di lavoro per i professionisti del settore e nelle posizioni di leadership. Senza infermieri e altri operatori sanitari, i paesi non possono vincere la battaglia contro le epidemie, né raggiungere la copertura sanitaria universale e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Com’è stato il tuo anno 2020 da infermiere?

Referenze:

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  2. https://www.who.int/news – web OMS

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